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L'Eremo di San Nicola

2016-02-04

 

di Gina Messina

 

A 789 metri di altezza, tra le meraviglie regalateci dal monte Epomeo, scorgiamo l'Eremo di San Nicola. Scavato nella pietra, il tipico tufo verde ischitano, si mimetizza armonicamente con il paesaggio una piccola chiesetta risalente al  XV secolo. La struttura, già esistente nel 1459, fu adibita dalla nobildonna Beatrice Quadra a monastero. Purtroppo la permanenza delle monache nell'eremo durò ben poco a causa del clima troppo rigido e furono così spostate al Castello Aragonese.

L'eremo nel corso degli anni fu abitato da diversi anacoreti tra cui spicca il nome di Giuseppe D'Argouth. Capitano militare del Castello Aragonese, egli durante l'inseguimento di due traditori rifugiatisi tra i boschi del monte Epomeo, vittima di una loro imboscata, cadde da cavallo. Fu quasi per essere ucciso dai due, ma invocando San Nicola, rimase illeso dai due colpi tirati. Così fece voto di ritirarsi sul monte insieme a 12 compagni d'arme, abbandonando la vita militare.

Giuseppe D'Argouth provvide all'acquisto di terreni vicini, commissionò numerosi lavori nella chiesetta e provvide all'ampliamento, nel 1587, delle piccole cellette presenti sul retro di essa. Nel 1778 l'ex comandante militare , dedicatosi alla vita ascetica , morì e lì fu sepolto.

Attualmente la struttura risente fortemente dell'umidità del posto, ma grazie ad una recente manutenzione, alcune parti sono in discreto stato di conservazione. Sulla parete di fondo , risalente alla metà del 700, si trovala cappella delle reliquie, ossia un altare scompartito in 100 nicchie con vasetti in vetro soffiato con antichi resti umani di santi e beati.

Non molti anni fa l'eremo di San Nicola fu trasformato in locanda. Era possibile sostare in un ambiente alquanto spartano per una o più notti per godere dello spettacolo mozzafiato regalato dalla natura al sorgere del sole. Dopo breve tempo fu chiuso al pubblico. Dopo ben diciassette anni l'eremo riapre le sue porte a tutti coloro che desiderano vedere con il oro occhi una delle perle della nostra Ischia. Ci fu il poeta Alphonse De Lamartine che scrisse del monte Epomeo: "luogo paradisiaco dove l'anima si innalza a Dio e dal quale l'occhio beato si espande in un panorama incantevole e meraviglioso che nessuna penna potrà riprodurre, dove si vive l'aria di un altro mondo".

Attraverso viottoli e sentieri scavati dal lavoro certosino dell'acqua è quindi possibile raggiungere l'Eremo di San Nicola, simbolo di elevazione spirituale e ascesi, che è li per raccontare la sua storia a chiunque volesse ascoltarla e viverla con i propri occhi, in un luogo dove si respira pace e probabilmente l'aria di un altro mondo, sospeso tra terra e cielo.

 

 

 

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